Agricoltura e pastura dagli antichi insediamenti Etruschi e Romani alla fine del Medioevo

La zona di Loro Ciuffenna posta tra alta collina e montagna, pur non così facilmente accessibile, era in epoca antica e medievale ben collegata al resto del territorio e presentava importanti risorse naturali.


il Pratomagno e Loro Ciuffenna

Il carattere del territorio determinava un popolamento fortemente accentrato, giustificato dal forte rilievo che i boschi, i prati, le proprietà d'uso collettivo e le attività pastorali avevano nella comunità rispetto alle terre coltivate, alle attività agricole e alla proprietà privata (Cherubini, 1992: 67). L'area era intercalata da pascoli naturali, dove era attestata, come nel resto del Valdarno e in particolare nel Pratomagno, la presenza di allevamenti ovini.

Tale tradizione prese avvio sin dall'epoca etrusca ed acquisì poi sempre maggiore importanza in relazione allo sviluppo in epoca medievale di attività tessili laniere in ambito domestico (industria domestica) volte inizialmente soprattutto a soddisfare i bisogni interni delle famiglie rurali. Sempre gli etruschi iniziarono lo sfruttamento dei terreni del piano destinandoli alla coltura del grano, a quella del lino, all'olivicoltura e alla viticoltura. Si trattava della tipica agricoltura promiscua che avrebbe anche in seguito caratterizzato più in generale l'agricoltura toscana.
Sin da quest'epoca la base alimentare della popolazione lorese risultava costituita dunque dall'integrazione tra i prodotti dell'attività agraria e le risorse naturali del territorio rappresentate da castagne e prodotti della caccia e della pesca (in particolare anguille, barbi, ghiozzi e trote).
La successiva colonizzazione romana in tutta la zona di Loro creò "le condizioni per una presenza diffusa di insediamenti" (Luglioli, 1989: 2) che disponendosi lungo il corso dell'Arno in stretto collegamento al sistema viario portarono ad uno sfruttamento più razionale delle risorse naturali e ad una estensione delle colture.
In seguito alla caduta dell'Impero romano e alle invasioni barbariche, le popolazioni in cerca di rifugio e protezione si concentrarono nel Pratomagno. Probabilmente molte terre furono abbandonate e il pascolo guadagnò terreno. A partire dall'affermazione longobarda del VII-VIII secolo, ripresero a svilupparsi gli insediamenti e le coltivazioni agrarie soprattutto in relazione al generale incremento demografico, che riguardò tutta l'Italia del Centro-Nord.

Le particolari caratteristiche ambientali di Loro, rappresentate dalla collocazione della comunità tra l'alta collina e la montagna, in una zona riparata, ma al contempo ben collegata alla valle, portarono alla fondazione di castelli e fortificazioni e all'affermazione di domini feudali. L'allargamento del potere signorile determinò un più intensivo e articolato sfruttamento delle aree agrarie e boschive.


Mulino a Trevane (Loro Ciuffenna)

Ciò fu reso possibile anche dai progressi produttivi legati all'ausilio di animali e macchine; riguardo a queste ultime, l'innovazione principale fu rappresentata dai mulini ad acqua che si diffusero nel corso del X-XI secolo. In particolare la costruzione di mulini lungo il corso del Ciuffenna, affermatasi nel corso del Medioevo, costituirà uno dei principali caratteri del paesaggio e dell'economia lorese.

 

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